Madalena - Pico - Azzorre
“Perché ti piace così tanto il mare in tempesta?” mi chiedi. Io sorrido, guardo lontano, e penso che non sia facile da spiegare. Ma poi vedo l’oceano agitato, le onde che si infrangono con rabbia e bellezza contro le rocce — e tutto mi sembra chiaro. Il mare in tempesta mi assomiglia. Mi parla in una lingua che capisco da sempre, quella delle emozioni forti, delle notti inquiete, dei pensieri che non trovano riposo. Non mi spaventa, anzi: mi consola. Perché mi ricorda che anche la furia ha un ritmo, che anche il caos ha una sua musica. E che si può essere agitati, sconvolti, persino spezzati… eppure magnifici. Davanti a lui mi sento viva. Spogliata dalle apparenze, restituita a me stessa. Come se tutto ciò che è fragile in me trovasse finalmente il coraggio di mostrarsi, senza paura di crollare. Per questo mi piace il mare in tempesta: perché non mente.