Iniziazione

O voi compagni del mio tempo, ricordate Platone quando diceva “Il meriggio è il tempo in cui le ombre dei corpi hanno la misura minima”. Ora io vi dico che “Nel tempo del meriggio le ombre dei corpi hanno la misura dell’anima”. Oggi viviamo in un’epoca dove la situazione dello spirito rispecchia solo ombre e, pertanto, c’è necessità per la nostra vita, di restaurare la purezza del pensiero.
Nessun principio superiore anima più l’uomo, così che si assiste sempre più a un tracollo dei valori.
I pochi che affrontano con virilità di pensiero questo stato delle cose, rischiano di non essere compresi, di essere emarginati, insomma di essere martiri di quest’ultima era, la quale non è altro che il tramonto della Tradizione.
Ecco di cosa abbiamo bisogno, di “Coraggio”, coraggio di portare avanti il nostro pensiero giacché, ricordate, ai codardi non è concesso edificare “Niente”.
La liberazione dai metalli che ci viene spiegata al momento della iniziazione, ha un significato: “Bruciamo i ponti dietro di noi, aspiriamo a ciò che è più alto, intraprendiamo un viaggio, vestiti solo della nostra LIBERTÀ DI COSCIENZA”. L’intelletto e la ragione si sono allontanati, così che l’umanità è caduta vittima di immagini mentali prive del Mito e dei suoi Archetipi e ciò non è altro che il sepolcro del “Modo di sentire”. Non si troverà guarigione, se non ci si allontanerà da immagini spiritualmente vuote ritornando a udire la voce dei valori.
Questo è l’ultimo mistero che potrà risvegliare l’uomo.
È necessario ricostruire una uguaglianza, fra l’anima del mondo e l’anima individuale; bisogna fare in modo che l’anima individuale si estenda fino all’alito vitale che colma l’intero universo e contemporaneamente, occorre percepire il soffio universale dentro il proprio Sé.
Il pneuma, dovremo vederlo non come un ritor-no dell’anima del mondo nell’anima singola, bensì come aspirazione dell’anima singola a ricongiungersi con il respiro del mondo.
Nel far ciò, si potrebbe cadere facilmente nella trappola dell’ascesi distaccandosi in tal modo dal mondo, ma è la parte eroica che è necessario risvegliare, quali combattenti sotto lo stendardo delle forze creative dell’anima dell’uomo.
Non si deve temere di mostrarsi al servizio del Supremo Artefice, in quanto si è al servizio del PRINCIPIO CREATORE e quindi della PAROLA INVIOLABILE.
Veli sempre più cupi si spiegano dinanzi a ciò che è luminoso ed aperto al mondo ed allora l’uomo che si è tuffato negli abissi dell’informe, del demoniaco, del ctonio; non riesce più a vedere l’ineffabilità di ciò che è stimolatore di vita.
Risvegliarsi dal torpore nel quale si è caduti, significa ritornare a vivere liberi dal tremendo mondo dei fantasmi.

 

Salvatore

L’articolo è contenuto nel numero di gennaio 2025 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Il progressivo oscuramento dello spirito e la perdita del Mito richiedono il ripristino della purezza del pensiero e del coraggio iniziatico. L’iniziazione segna la liberazione dai legami materiali e l’aspirazione dell’anima a ricongiungersi con il soffio universale.
Solo l’unione tra l’anima individuale e l’anima del mondo può contrastare il torpore interiore e l’illusione delle immagini vuote, riattivando il senso del sacro e il servizio al Principio Creatore.

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