La Massoneria e Il Divenire della Tecnologia: Un Preambolo di Sfide e Oscurità

“La tecnica nella sua essenza è qualcosa che l’uomo di per sé non è in grado di dominare.”
M. Heidegger


Premessa
Questa riflessione è emersa in seguito a uno scambio di idee con il fratello, sublime maestro della Grande Opera 30‑90, Gaetano G.
Durante la nostra conversazione, abbiamo approfondito temi intricati, associati al rapido ritmo del progresso tecnologico e alle sfide di conciliare questi sviluppi con altri aspetti della vita. Da questo dialogo, ho percepito una potenziale connessione con le sfumature specifiche emerse nel nostro scambio, che sono profondamente radicate nelle esperienze iniziatiche che condividiamo.

Una delle più antiche ed enigmatiche istituzioni fraterne del mondo, la Massoneria, per altro suddivisa in migliaia di Ordini e Riti, a volte anche conflittuali tra loro (quindi, non sarebbe mai semplice generalizzare), nel suo complesso porta con sé secoli di tradizione e una forte predisposizione per: ordine, equilibrio, fratellanza e sviluppo interiore, personale. Pur non essendo una religione, in molti casi le liturgie hanno precisi riferimenti spirituali; inoltre, funge da istituzione che favorisce l’eventuale trasmissione di conoscenza (almeno culturale) da fratello a fratello, attraverso metodologie e rituali ricchi di allegorie. Nel corso della sua storia variegata, le strutture più numerose hanno cercato di adattarsi ai cambiamenti sociali e culturali preservando i principi e i valori che le definiscono.
Nel XXI secolo, l’impatto delle nuove tecnologie presenta una nuova sfida per la cosiddetta Piramide.
Questa personale riflessione tende ad esaminare come la Massoneria stia navigando nella rivoluzione digitale e come potrebbe, forse, incorporare nuove tecnologie senza perdere la sua essenza. È sempre stata una fratellanza, sia generale, che ristretta, in funzione delle “Eggregore” create in un ambiente composto da uomini “di desiderio” auspicabilmente selezionati, liberi e moralmente integri, dove il simbolismo e la ritualità svolgono un ruolo cruciale per lo sviluppo dei suoi adepti nei vari gradi. L’uso di strumenti simbolici, tradizionali (particolari, a seconda delle differenti antiche corporazioni d’origine), come ad esempio, il compasso, la squadra e lo scalpello, si riferisce ad una metodologia funzionale per il continuo miglioramento interiore (ma non solo) dell’essere umano; è qualcosa che inizialmente potrebbe sembrare distante dalle attuali innovazioni tecnologiche. Infatti, è anche attraverso questi simboli e principi guida che possiamo orientare i nostri percorsi verso il miglioramento personale e collettivo. Però, il mondo moderno è sempre più digitale e la Massoneria, con la sua storia di adattamento e di evoluzione, si ritrova a dover affrontare la sfida di integrare queste nuove realtà. Un’ulteriore aggiunta a questa riflessione dovrebbe essere rappresentata proprio dal progresso dell’umanità attraverso la virtù, che insieme alla tolleranza, costituisce uno dei pilastri fondamentali dell’ideologia massonica. Esplorando questo concetto, la nozione di progresso non è una semplice idea filosofica statica, ma rappresenta un imperativo morale da mettere in pratica quotidianamente. L’intendimento etico di dover migliorare l’uomo, ci porta a valicare ogni pietra d’inciampo, al fine di sovrastare le ingiustizie che distorcono la verità e la libertà. Ad esempio, il pensiero di Jean-Jacques Rousseau (filosofo con formazione religiosa, dapprima calvinista, poi cattolica, per poi tornare al calvinismo e approdare infine al deismo), con la sua riflessione sulla natura dell’uomo e della società, continua a risuonare nell’era in cui la tecnologia appiattisce e deforma l’integrità della società. In questo suo concetto di “uomo natura le”, buono di per sé ma corrotto dalla società, offre una possibile lente con cui interpretare le sfide e le opportunità poste dalla realtà iperconnessa digitale.
Il pensatore ginevrino temeva che la società avrebbe corrotto l’uomo, alienandolo dalla sua natura originale. Se riflettiamo oggi, l’eccessiva dipendenza dalla tecnologia sta portando l’uomo verso l’isolamento sociale, causa della perdita del contatto con il mondo reale, accentuando la stessa alienazione evidenziata dal filosofo. L’affermazione dell’individualismo ha messo da molto tempo in discussione i valori di fratellanza e di solidarietà che sono alla base della Massoneria, favorendo un approccio più individualistico alla vita. Pur mantenendo la tradizione, ci sono innumerevoli sfide da affrontare nel mondo odierno.
Una delle interazioni iniziali con le nuove tecnologie, è stata la digitalizzazione dei suoi processi interni. Tradizionalmente, la comunicazione tra le Logge massoniche veniva condotta tramite corrispondenza fisica, caratterizzata da un elevato livello di riservatezza e ritualità. Oggi, con l’avvento delle piattaforme digitali, molte di queste pratiche vengono svolte tramite mezzi informatici, come la posta elettronica e i sistemi di gestione dei dati. Questo cambiamento migliora la comunicazione tra i membri, fa risparmiare tempo e riduce i costi operativi. Tuttavia, questa transizione presenta anche delle sfide, tra cui la necessità di mantenere la sicurezza delle informazioni e di garantire che i valori di riservatezza e discrezione insiti in ogni struttura, siano rispettati nel regno digitale.
A tal fine, sono stati implementati strumenti di crittografia avanzati e sistemi di autenticazione per garantire che i dati sensibili rimangano protetti.
Un altro aspetto significativo delle nuove tecnologie è rappresentato dall’emergere di strane “logge massoniche virtuali”. Queste operano online, consentendo agli associati di diverse parti del mondo, di connettersi in tempo reale, indipendentemente dalla loro posizione geografica. La pandemia di COVID-19 ha accelerato l’adozione di queste piattaforme, soprattutto per proposte culturali (ma purtroppo non solo), dimostrando che entro certi limiti, si può sostenere la fratellanza anche da remoto. Uno scenario completamente differente si apre alle possibilità operative riguardanti la ritualità e la teurgia.
Infatti, il concetto di una ritualità massonica online è per lo più un argomento controverso. Non sono certo pochi coloro i quali sostengono che l’ambiente digitale non possa in alcun modo replicare la sacralità operativa esistente nelle interazioni, sia spirituali, che psico-fisiche, che avvengono in presenza fisica; infatti, queste sono fondamentali per lo sviluppo corretto ed efficace delle molteplici e differenti liturgie (ogni Obbedienza e Rito ha quelle proprie). Spesso, non avendo formazione e coscienza idonee (a prescindere dall’esibizione di sciarpe e onorificenze), si potrebbe arrivare a credere in modo errato, che gli incontri rituali di persona, siano cruciali solo per rafforzare i legami di fratellanza e di unità tra i membri (così come accade normalmente anche tra profani ma sappiamo che non sempre sono della miglior specie). Evidentemente in tal caso, qualsiasi riferimento a livelli spirituali, ad ambiti metafisici e alla stessa divinità che si invoca con nomi differenti (ove ancora accade) sembrerebbe non essere ben compreso oppure oggettivamente ignorato e/o ormai sconosciuto. Non sono rari i casi in cui ogni riferimento spirituale sia stato eliminato, sia nei simboli, che nei testi liturgici.
Non c’è quindi da meravigliarsi se alcuni (sono sempre più numerosi) arrivino a sostenere che le piattaforme virtuali potrebbero aprire la strada a una nuova forma di fratellanza globale, rendendola accessibile a individui che, a causa della distanza o di altri fattori, non possono frequentare una Loggia tradizionale. Ci si potrebbe domandare però a che cosa servirebbero vera-mente tali riunioni, al di là delle apparenze e delle etichette più o meno rilucenti.
C’è un detto che afferma: “nessun male dura per sempre, né il bene finisce mai”, suggerendo che, mentre speculare sul futuro è intrinsecamente incerto, è impossibile evitare di considerare potenziali scenari. I social network e le loro piattaforme sono diventati un campo di battaglia per molte istituzioni tradizionali e alcune frange massoniche sembrerebbero non fare eccezione.
Mentre alcune strutture scelgono di mantenere la presenza discreta sui social-media, altre hanno adottato un approccio più aperto, utilizzando piattaforme come Facebook, Instagram e YouTube per promuovere le proprie attività (culturali, organizzative) e demistificare la immagine della Massoneria.
L’uso dei social network ha scatenato discussioni su come bilanciare la trasparenza con la privacy e le complessità della fratellanza. Da un lato, una presenza su queste piattaforme può aiutare a dissipare i miti negativi (creati purtroppo da oggettive notizie di cronaca ma in alcuni casi anche da false informazioni) e migliorare l’immagine positiva della Massoneria. Dall’altro, ci sono preoccupazioni che un’eccessiva esposizione pubblica possa minare la natura riservata, discreta ed esclusiva dell’istituzione.
Le nuove tecnologie svolgono un ruolo cruciale nell’istruzione e nel miglioramento culturale, intellettuale, continuo, che sono valori fondamentali della Massoneria. Piattaforme di apprendimento online, webinar e molteplici corsi consentono ai membri di esplorare argomenti come filosofia, storia, moralità ed etica senza i vincoli fisici degli incontri di persona, garantendo uno sviluppo continuo. Inoltre, si sono sfruttate le risorse tecnologiche per promuovere il dibattito e la riflessione. Strumenti come forum, gruppi di discussione e podcast hanno costituito delle piattaforme in cui condividere le proprie idee e per partecipare a discussioni su argomenti culturalmente rilevanti, mantenendo viva la tradizione dell’apprendimento collettivo.
In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, le nuove tecnologie offrono l’opportunità di ampliare i propri orizzonti, espandere le possibilità di fratellanza e di continuare la propria ricerca di lasciti tradizionali, utili per una trasformazione personale e collettiva.
Tuttavia, è fondamentale che le istituzioni utilizzino con intelligenza e lucidità a questa innovazione tecnologica. I valori fondamentali della Massoneria, come i Lavori rituali, la ricerca personale, interiore, della conoscenza, la pratica della moralità, il potenziamento del carattere, ecc. devono essere rispettati a prescindere da qualsiasi adattamento ai nuovi strumenti digitali.
Ora ci si trova di fronte a una domanda fondamentale: come si possono conciliare le ricche e variegate tradizioni con i progressi tecnologici? La risposta a questa domanda sarà senza dubbio conseguente ad una delle più grandi sfide che la Fratellanza incontrerà in futuro. Ancora più importante, i Massoni dovranno continuare a cercare un equilibrio tra il vecchio e il nuovo, il passato e il futuro, assicurando che la fiamma della fratellanza e della conoscenza spirituale rimanga viva.
Bisogna considerare come l’adozione della tecnologia nell’ambiente massonico possa, per certi aspetti, essere inclusiva nell’impegnare i fratelli, impedendo così divisioni o esclusioni basate sulle interazioni con essa. La tecnologia serve come espressione dello spirito dei tempi con le conseguenti forme generative che sono fondamentalmente radicate anche in intuizioni metafisiche che dovrebbero essere affrontate con una corretta comprensione dell’azione umana.
Tralasciando per qualche istante di affrontare il tema straordinariamente importante degli aspetti teurgici (ovvero il cuore delle attività più sacre nei Lavori massonici), possiamo ricordare che gli insegnamenti (però, come già accennato, sono spesso molto differenti per metodi e argomenti, tra varie Obbedienze e Riti) incoraggiano i propri iniziati a cercare un significato latente nelle vite e nei percorsi individuali. Attraverso simboli, e suggerimenti, viene promossa l’esplorazione di temi che culturalmente conducono a una più ampia comprensione filosofica, ermetica ed ermeneutica. Pertanto, il concetto di sintropia all’interno della Massoneria promuove l’evoluzione e lo sviluppo spirituale ed etico dei neofiti.
La crescita personale è incoraggiata attraverso lo studio, la riflessione critica, l’applicazione dei principi di responsabilità e soprattutto (come nel nostro caso), le meditazioni su argomenti specifici, prima, durante e dopo i Lavori. Mettendo in pratica attivamente questi principi, i vari metodi formativi coltivano un habitus in cui i fratelli possono svilupparsi come individui consapevoli, eticamente impegnati e dediti al rafforzamento del Tempio interiore ed esteriore. Sulla base di queste considerazioni, mi chiedo come possiamo coltivare in modo significativo quel profondo sentimento che ci unisce, trasferendo la nostra capacità di consapevolezza nell’utilizzazione della tecnologia prevalente.
Martin Heidegger già nella prima metà del secolo scorso, ci ha messo in guardia sui pericoli di questa trasformazione, che ora esercita la sua indiscussa autorità. Uno dei concetti chiave nel suo pensiero in merito alla tecnica è il Gestell, traducibile in: “imposizione” o “inquadramento”. È un termine da lui utilizzato per descrivere l’essenza della tecnica moderna, un modo di disvelare l’essere che non si limita a rivelare, ma piuttosto che inquadra e domina la realtà. Questo dominio, secondo il pensiero heideggeriano, rischia di farci dimenticare l’Essere stesso, cioè la radice di ogni cosa oltre alle finalità spirituali di conoscenza e di reintegrazione nei livelli luminosi più vicini al Supremo Artefice.
Concentrandoci esclusiva-mente sul dominio e sulla manipolazione della natura, rischiamo di perdere di vista il mistero e la profondità dell’esistenza. Tutto ciò consente di prendere in considerazione la profondità di una riflessione critica sul nostro modo di esistere nel mondo.
Ci spinge a mettere in discussione il significato della nostra esistenza, in particolare considerando la relazione tra umanità, natura e tecnologia. Per il pensatore di Friburgo, la tecnologia non è un avversario da combattere, ma piuttosto una sfida da affrontare con seria prudenza e responsabilità. Per molti aspetti, questi riferimenti si possono allineare anche con i principi della ricerca iniziatica.
In questa prerogativa, ci sono numerosi aspetti che dobbiamo comprendere da una prospettiva massonica, evolutasi in questo periodo irto di difficoltà.
L’identità stessa è soggetta all’estremo della superficialità che crea una divisione esistenziale riguardo al valore di istituzioni che hanno costantemente contribuito a formare l’essenza dell’umanità. Ora, ci troviamo di fronte a uno scenario decadente in cui il verticismo piramidale di alcune strutture non riesce a frenare la vanità, incapsulata nella nozione che “ciò che sembra non può…” rappresentare la figura coraggiosa della memoria ancestrale. Contemplare e tentare di mitigare ogni possibile manifestazione, ci porta a riconoscere che oggi è più difficile “essere” che “apparire” all’interno di una società in cui l’umanità, piuttosto che l’individualità, è stata ridotta allo stato di merce.
Di conseguenza, ci si può distinguere solo esibendo sé stessi e promuovendo la propria immagine. Questo fenomeno non è privo delle implicazioni dell’attuale relazione tra valore massonico e mera opportunità di liberare il proprio individualismo; un processo che la sofisticatezza della tecnologia digitale ha ulteriormente oscurato nell’eventuale viaggio iniziatico.
La mitologia greca, nonostante la sua distanza dalla nostra epoca attuale, offre spunti preziosi quando viene rivisitata, svelando che, in sostanza, stiamo consumando noi stessi. Le figure di Dedalo e di Erisittone, quest’ultimo personaggio della Metamorfosi di Ovidio, fungono da interpreti delle complessità contemporanee dell’esistenza umana. Questa ricca gamma di archetipi continua a risuonare nei tempi moderni. Questi due personaggi mitologici incarnano aspetti contrastanti dell’umanità: creatività e distruttività, ingegno e avidità. Dedalo è legato alla creatività e alla capacità di risolvere problemi apparentemente insormontabili. Il suo labirinto, una complessità notevole, simboleggia la sua mente brillante e l’abilità nel manipolare spazio e tempo, ma la sua intelligenza porta anche a risultati ambigui. Dedalo ci spinge a contemplare il potere dell’intelletto e le sue applicazioni, ricordandoci che senza saggezza, può diventare una forza distruttiva, in particolare nel contesto del progresso tecnologico. Al contrario, Erisittone rappresenta l’avidità insaziabile, illustrando l’estrema perversione dell’appetito, con la sua punizione che si manifesta come una fame insaziabile che lo consuma dall’interno. Questa potente metafora evidenzia le conseguenze disastrose del desiderio incontrollato, spingendoci a riconoscere come gli individui possano essere divorati dai loro vizi, gli eccessi dell’individualismo, che alla fine portano all’autodistruzione. La sua figura mitologica incoraggia la riflessione sul l’essenza dei nostri desideri e sulla necessità di trovare un equilibrio tra le nostre aspirazioni e i nostri limiti.
Il trasferimento attento dell’illusione di perfezione da Dedalo riflette un quadro sociale che dà priorità all’apparenza e alla competizione. Ciò ci costringe a costruire “facciate” che sono sostenute dalle nostre vulnerabilità e limitazioni. Dedalo, con il suo talento per la creazione di illusioni, può essere visto come un archetipo di questa inclinazione.
Al contrario, Erisittone incarna l’eco del nostro consumismo dilagante, alimentando un desiderio insaziabile che ci spinge inesorabilmente oltre i nostri limiti, ma non ci consente mai di raggiungere una comprensione significativa della nostra esistenza nel mondo. La profondità della nostra introspezione iniziatica dovrebbe portarci a cogliere, attraverso i miti di Dedalo e di Erisittone, la complessità della natura umana. Siamo esseri capaci di creazioni straordinarie, ma anche di profonda autodistruzione.
Le nostre azioni sono influenzate sia dall’intelligenza che dall’avidità, così come dalla creatività e dalla distruttività.
Gli eventi di questa esuberanza ci spingono oltre i confini della nostra natura esistenziale, una condizione riprovevole che guardandoci attorno, sembrerebbe si stia diffondendo anche ai vertici dei “Supremi Maglietti”. Nonostante il richiamo alla fiamma ancestrale, assistiamo a come questi sembrano spegnersi, proprio a causa della vanagloria a scapito del valore iniziatico.
Si delineano scenari complessi e difficili da sostenere, specialmente se questa caparbietà continuasse a propagarsi, minando ogni concreta aspettativa che preservi il riconoscimento del valore che custodiamo in quanto iniziati.
Un tema essenziale, a mio avviso, è radicato nella trasformazione simbolica come concetto centrale all’interno del rituale massonico, che rappresenta il processo di cambiamento interiore ed evoluzione personale che ogni iniziato intraprende. Questo processo avviene a livello mentale, cardiaco ed emotivo, coinvolgendo un nuovo approccio alla percezione della nostra identità e realtà (rapporto IO-SÉ). Attraverso l’esplorazione personale e l’indagine sui simboli, noi iniziati diventiamo consapevoli, incoraggiati a cambiare la nostra prospettiva interiore e ad adottare un nuovo modo di pensare. Questo pensiero autonomo è libero dalle influenze del mondo esterno e profano. La trasformazione simbolica è vissuta individualmente e richiede la capacità di trascendere l’ego, promuovendo al contempo un senso di unità e di fratellanza. Ciò comporta una visione dell’aldilà; per usare i riferimenti di Leopardi, oltre la siepe, metafisicamente siamo portati a trasformare il simbolo, che comprende un nuovo modo di pensare. Attraverso l’approccio ermetico-simbolico, possiamo migliorare la nostra comprensione dell’esistenza e scoprire nuove dimensioni intellettuali che trascendono le nostre esperienze sensoriali immediate; in particolare quando si considera la prospettiva hegeliana dell’Assoluto.
Sorge la domanda pertinente: “La logica è l’essenza della coscienza? O è più corretto affermare che il Logos incarna l’essenza della coscienza?”
La logica ci aiuta nel ragionamento, nella valutazione dell’affidabilità delle informazioni e nella costruzione di argomentazioni coerenti; funge da quadro razionale che facilita la comprensione. Ci consente di trarre deduzioni e ampliare la nostra comprensione. La coscienza, d’altro canto, è un fenomeno complesso che comprende l’autoconsapevolezza, la cognizione dell’ambiente circostante, l’esperienza soggettiva e la capacità di riflessione. La logica è una disciplina che esamina le regole e i principi che governano il ragionamento valido. Pertanto, la logica non dovrebbe essere vista come “l’essenza” della coscienza; piuttosto, è un metodo razionale di ragionamento che ci aiuta a formulare argomentazioni valide e coerenti. Come nota a margine, l’approccio di Hegel all’infinito e alla finitezza, sottolinea la profonda interconnessione tra questi due concetti. L’infinito è considerato intrinseco alla mente umana e così l’Assoluto esiste a priori dentro di noi. Tuttavia, questa infinità è strettamente legata alla finitezza, poiché la finitezza nasce dall’infinito. Il filosofo sostiene che limiti e finitezza sono parte integrante di un pensiero sconfinato, vincolato solo dalle limitazioni spesso imposte dal pensiero stesso. Al contrario, il Logos può essere percepito come l’essenza della coscienza in quanto rappresenta il principio di ragione, ordine e significato che permea l’universo e l’esperienza umana. È la facoltà che consente all’individuo iniziato di interpretare e di ricavare significato da tutto ciò che lo circonda, in armonia con il suo sé più profondo e il Tempio simbolico.
La Massoneria ci chiede di praticare la virtù e di guidare le nostre azioni attraverso le virtù. Conoscendo la nostra condizione umana, soprattutto nel nostro Ordine e Rito, si viene avvertiti di non abusare delle nostre debolezze e tanto meno dell’infatuazione delle nostre vanità, poiché la vanagloria e il qualunquismo sono ovunque. Ma da ogni parte c’è anche il bene e ci sono gli uomini beati di buona volontà. Orientiamo quindi tutte le nostre azioni al bene.
Impegnarsi in un’azione in prima persona con un’intenzione sincera, trascende la mera comprensione intellettuale, rappresentando un’esperienza partecipativa. Questo processo interattivo con simboli e rituali, migliora il coinvolgimento emotivo, sensoriale e spirituale, favorendo la consapevolezza della trasformazione e della crescita personale. Incoraggia un impegno che onora la tradizione promuovendo al contempo il viaggio simbolico-alchemico suggerito anche dal V.I.T.R.I.O.L.
È essenziale mantenere l’obiettività, poiché la tecnologia, nonostante il suo potenziale multiforme, non può replicare l’esperienza vissuta e condivisa della trasformazione insita nell’antica tradizione. La Massoneria è un’antica Tradizione fondata su principi morali ed etici; è operativa tramite le celebrazioni rituali teurgiche, mentre la tecnologia simboleggia il progresso dell’umanità attraverso lo sviluppo di nuovi strumenti, sistemi e di un significativo progresso nella globalizzazione materiale. Sebbene la Massoneria sia riconosciuta per le sue tradizioni, rituali e i segreti (particolari per ogni Rito), la tradizione pone anche una forte enfasi sull’istruzione e sul progresso umano.
La ricerca della conoscenza e della saggezza è una pietra angolare della Massoneria, che include anche il riconoscimento e l’adattamento ai cambiamenti nel mondo circostante. Al contrario, la tecnologia gioca un ruolo cruciale in questo contesto, poiché è in continua evoluzione e possiede il potenziale per trasformare profondamente la società. Altresì, il viaggio massonico rappresenta l’es-senza del lavoro simbolico del N.V.R. Tuttavia, il difficile compito di superare i vizi, è parte integrante del principio fondamentale dell’impegno nel lavoro interiore. La disciplina negli sforzi filosofici funge da strumento essenziale per intraprendere il monumentale compito di costruire questo Tempio interiore.
È fondamentale preservare e promuovere i Rituali massonici all’interno del lavoro di ogni Officina, in modo che l’Eggregore che si è formato, contribuisca alla realizzazione degli sforzi individuali, arricchisca gli obiettivi personali e favorisca il continuo rafforzamento dell’identità di ogni Triangolo\Loggia. Mentre il nostro Lavoro ci rafforza, i Rituali instillano disciplina e invitano a ricercare l’indispensabile Silenzio interiore, il quale consente il fluire delle acque dell’intuizione.
La costruzione di un Ideale comune ci unisce, mentre il Simbolismo ci lega insieme. La formazione di un’identità esige rispetto e un focus sui nostri obiettivi; ci ispira, eleva e incoraggia. Lavoro e rituale, ideali e simbolismo, identità e focus sono stati i materiali fondamentali che hanno permesso la nascita, la crescita e l’apice della Massoneria.
È tempo di intuire, comprendere e poi, se ci si è riusciti correttamente, spiegare con parole semplici, pensieri rapidi e azioni concrete perché ci riuniamo nel Tempio e se una tecnologia potrebbe mai sostituire questo momento sacrale che nutre la nostra coscienza con i valori spirituali che ci sono propri.
La tecnologia ha svolto il ruolo di catalizzatore significativo per il cambiamento in vari aspetti della vita moderna, influenzando il modo in cui comunichiamo; lavoriamo, impariamo e ci impegniamo in ogni attività. L’esperienza muratoria, in quanto ancestrale tradizione dedita al miglioramento individuale e collettivo, potrebbe scoprire nella tecnologia un prezioso alleato in questa impresa. Ma sarà veramente possibile questo scenario? Da uomo del dubbio considero molto perplimente un simile approccio.
In conclusione, Il rapporto tra Massoneria e nuove tecnologie è intricato e sfaccettato. Da un lato, la tecnologia offre vantaggi significativi, come una migliore comunicazione, l’accesso a risorse culturali, educative e la capacità di estendere la fratellanza oltre i confini geografici. Dall’altro, mantenere i valori secolari della Massoneria, come: la ritualità teurgica, le meditazioni prima, durante e dopo i Lavori, il pronunciamento estemporaneo da parte di chi ne abbia facoltà, riguardante concetti, simbolismi, possibili decriptazioni simboliche, richiede un approccio attento ed equilibrato, vista anche la modalità tradizionale (mai decaduta) di trasmissione riservata da bocca ad orecchio.
Il futuro della Massoneria richiederà di navigare sulla delicata linea tra tradizione e innovazione, sfruttando nuovi strumenti senza compromettere i principi che l’hanno resa un’istituzione rispettata nel corso dei secoli.
Questo non è semplicemente un concetto astratto, incentrato esclusivamente sul rituale e sulla presenza fisica nella loggia, ma piuttosto una guida tangibile per raggiungere il benessere interiore e la virtù.
Le pratiche condivise a livello squisitamente culturale, hanno il potenziale per trasformare anche la prospettiva e l’approccio alle sfide quotidiane. Non dobbiamo soccombere ai dilemmi e alle tribolazioni della vita; non siamo così inflessibili come la pietra grezza di fronte a eventi incontrollabili. Invece di sprecare energia e preoccupazione per fattori esterni e incontrollabili, dovremmo essere adattabili e imparare a concentrare la nostra attenzione su ciò che possiamo effettivamente influenzare, i nostri atteggiamenti e le nostre azioni, in un mondo imprevedibile e in continuo cambiamento, spesso confrontato a circostanze incontrollabili come eventi naturali, azioni di altri o decisioni prese da terze parti.
I media sono strumenti essenziali e il modo in cui vengono utilizzati è la questione critica.
È di primaria importanza riflettere con la massima attenzione su questo aspetto cruciale, poiché rappresenta un elemento determinante per il futuro autentico e duraturo della nostra identità. Tale riflessione diventa ancor più necessaria se consideriamo il preoccupante fenomeno della progressiva svalutazione e noncuranza verso le nostre radici storiche e culturali, pilastri fondamentali della nostra tradizione e della nostra essenza.
Per queste importanti deduzioni, è particolarmente essenziale per la Massoneria e soprattutto per la nostra Obbedienza-Rito, bilanciare attentamente le sue tradizioni unitamente ai suoi valori, valutando una prudente, intelligente, integrazione di questi nuovi strumenti digitali.
Facendo così, possiamo sperare di mantenere la nostra rilevanza e importanza in un mondo in continua evoluzione.

 

Vincenzo

L’articolo è contenuto nel numero di gennaio 2025 della nostra rivista Alla Ricerca del Sé. Scarica tutto il numero.

DESCRIZIONE ARTICOLO:

Il confronto tra Tradizione iniziatica e progresso tecnologico solleva interrogativi sull’identità massonica nel mondo digitale. L’integrazione degli strumenti moderni, pur offrendo nuove opportunità culturali e comunicative, rischia di compromettere la dimensione rituale, spirituale e simbolica dei Lavori. Il pericolo dell’illusione, dell’ego esibito e dell’alienazione è contrapposto alla necessità di mantenere il centro interiore e la trasmissione autentica da bocca a orecchio. Preservare l’essenza della via iniziatica richiede discernimento, equilibrio e responsabilità nel navigare tra tradizione e mutamento.

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